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Forse il concetto che più si avvicina al blog è lo struscio,
che è una forma di pavoneggiamento, di narcisistica seduzione di sé.
Lo struscio è la voglia di annusare l'aria frizzante
e un po' peccaminosa della propria città,
la possibilità di intrigare e di essere intrigati,
rispettando un certo rituale e senza poi esporsi troppo.
Linkare da un blog ad un altro e visitarne dieci, venti per volta
è come farsi tante vasche lungo il corso in una bella serata estiva.
Si prova lo stesso irresistibile piacere...



 

Diario | La vetrina | I paesaggi | I fatti | Le cantate | I passaggi |
 
Le cantate
1visite.

1 settembre 2006

Approvata la Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili

E´ stato approvato, alla fine della VII sessione del Comitato e dopo 5 anni di negoziazioni, il testo della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, che attende ora l´esame dell´Assemblea Generale. Lo scopo della Convenzione è così espresso nel primo dei 40 articoli: "Promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità e favorire il rispetto della loro dignità".
Per quanto riguarda le definizioni, contenute nell´articolo 2, non è stato possibile raggiungere un unanime accordo sul concetto di "disabilità", mentre per quanto riguarda "la discriminazione sulla base della disabilità", essa indica "ogni forma di distinzione, esclusione o restrizione sulla base della disabilità che abbia lo scopo o l´effetto di compromettere o annullare il riconoscimento, il godimento o l´esercizio, allo stesso livello degli altri, i tutti i diritti umani e le libertà fondamentali nei settori politico, economico, sociale, culturale, civile e in ogni altro ambito".
Un´attenzione particolare è rivolta alla tutela delle donne disabili (art. 6) e dei bambini (art. 7), nei confronti dei quali gli Stati firmatari dovranno assumersi l´ impegno di promuovere le misure necessarie ad assicurare che i loro diritti siano effettivamente rispettati. La maggior parte degli articoli contenuti nel documento definiscono i doveri degli stati rispetto informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, promozione dell´ accessibilità (art.9) e delle pari opportunità nei settori della giustizia (art. 12 e 13), della sicurezza (art. 14), della promozione della libertà (art. 14-21). Si riconosce poi il ruolo fondamentale della famiglia (art. 23): "gli Stati assicureranno che le leggi nazionali, gli usi e le tradizioni relativi al matrimonio, alla famiglia e alle relazioni personali non discriminino le persone con disabilità".
Per quanto riguarda l'istruzione, l'art. 24 prevede che gli Stati si impegnino a "assicurare un sistema inclusivo a tutti i livelli e l´apprendimento a lungo termine", assicurando che "le persone disabili non siano escluse dal sistema generale d´istruzione sulla base della disabilità stessa e che i bambini disabili non siano esclusi dalla scuola primaria gratuita e obbligatoria".
Pari diritti e pari opportunità dovranno poi essere garantiti nel settore sanitario (art. 25 e 26) e lavorativo (art. 27), così come dovrà essere assicurata la piena partecipazione alla vita pubblica e politica (art. 29), culturale e sportiva (art. 30). Gli Stati firmatari sono inoltre chiamati a incrementare gli studi e il monitoraggio sulla disabilità e a fornire una relazione periodica ad un´apposita commissione di esperti internazionali (art. 31 e 33) e a impegnarsi nella cooperazione internazionale (art. 32).
Non sono mancati, nella discussione dei diversi articoli, i punti controversi, su cui è stato più difficile raggiungere un accordo: è il caso della proposta del Sudan in merito alla protezione delle persone disabili che vivono in Paesi occupati da forze straniere. Israele a tal proposito ha denunciato il tentativo di politicizzare il documento e gli Stati Uniti hanno appoggiato la causa, chiedendo un voto formale sulla questione: alla fine la proposta è passata, con 102 voti a favore e cinque contrari (Usa, Israele, Australia, Canada e Giappone). Dure opposizioni ha incontrato poi il punto riguardante i diritti sessuali e riproduttivi delle persone disabili: per la ferma contrarietà delle delegazioni anti-abortiste, la proposta è stata accantonata.




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30 dicembre 2005

THE GHOST OF TOM JOAD

 

Men walkin''long the railroad tracks
Goin' someplace there's no goin' back

Highway patrol choppers comin'up over the ridge

Hot soup on a campfire under the bridge
Shelter line stretchin''round the corner

Welcome to the new world order

Families sleepin'in their cars in the Southwest

No home no job no peace no rest

The highway is alive tonight
But nobody's kiddin' nobody about where it goes

I'm sittin' down here in the campfire light

Searchin' for the ghost of Tom Joad

He pulls a prayer book out of his sleeping bag
Preacher lights up a butt and takes a drag

Waitin' for when the last shall be first and the first shall be last

In a cardboard box 'neath the underpass

Got a one-way ticket to the promised land

You got a hole in your belly and gun in your hand

Sleeping on a pillow of solid rock

Bathin'in the city aqueduct

The highway is alive tonight
Where it's headed everybody knows

I'm sittin' down here in the campfire light

Waitin'on the ghost of Tom Joad

Now Tom said: " Mom, wherever there's a cop
beatin' a guy

Wherever a hungry newborn baby cries

Where there's a fight 'gainst the blood and hatred

in the air

Look for me Mom I'll be there

Wherever there's somebody fightin' for a place

to stand

Or decent job or a helpin'hand

wherever in their eyes Mom you'll see me."

 

Well the highway is alive tonight
But nobody's kiddin' nobody about where it goes

I'm sittin'down here in the campfire light

With the ghost of old Tom Joad.

 

Traduzione in italiano:

Uomini a piedi lungo i binari
diretti non si sa dove, non c'è ritorno;

elicotteri della stradale che spuntano dalla collina;


minestra a scaldare sul fuoco sotto il ponte

la fila per il ricovero che fa il giro dell'isolato

benvenuto al nuovo ordine mondiale.

Famiglie che dormono in macchina nel sudovest

né casa, né lavoro, né sicurezza, né pace.


La strada è viva stasera

ma nessuno si illude su dove va a finire

sto qui seduto alla luce del falò

e cerco il fantasma di Tom Joad


Il predicatore tira fuori un libro dal sacco a pelo

accende il mozzicone e fa una tirata

in attesa del giorno in cui gli ultimi saranno i

primi e i primi gli ultimi

in uno scatolone di cartone del sottopassaggio

ho un biglietto di sola andata per la terra promessa.

Hai un buco in pancia ed una pistola in mano

si dorme su un cuscino di sasso

si fa il bagno nell'acquedotto municipale

La strada è viva stasera
ma nessuno si illude su dove va a finire

sto qui seduto alla luce del falò

e cerco il fantasma di Tom Joad.

Diceva Tom "Mamma, dovunque un poliziotto
picchia una persona

dovunque un bambino nasce gridando per la fame

dovunque c'è una lotta contro il sangue e l'odio

nell'aria

cercami e ci sarò.

Dovunque si combatte per uno spazio

di dignità

un lavoro decente, una mano d'aiuto

dovunque qualcuno lotta per esse libero guardali negli occhi e vedrai me".


La strada è viva stasera

ma nessuno si illude di dove va a finire

sto qui seduto alla luce del falò

e cerco il fantasma del vecchio Tom Joad.

 




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23 maggio 2005

A mio padre

Ora che finalmente sei calmo ed io

non ho più paura che tu debba morire

perché so che sei morto, papà mio,

e svanita è l’angoscia d’esserti inutile,

dentro di te e di me è pace.

Anche il camposanto tace,

tornato ad esserti come al tempo della guerra,

quando dormisti al riparo di due tombe,

freddo nascondiglio

per sfuggire alle bombe.

Ora sempre più ti rassomiglio

perché in me ti sei rintanato

e da te non ho preso commiato.




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17 maggio 2005

Preghiera del riformista

Signore, dammi la serenità
per accettare quelle cose
che non posso cambiare,
il coraggio per cambiare
quelle che posso,
e la saggezza per conoscere
la differenza tra le une e le altre.




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1 febbraio 2005

Trent'anni

Questa poesia la scrissi trentenne una notte di luglio. Abitavo a Roma da pochi mesi e mi lasciai catturare dal suo fascino. La trascrivo per dedicarla ad un amico che ha appena compiuto trent'anni.

Non ho voglia di pensare / ai trent'anni che ho vissuto: / ché noia il passato! / Mi lascio graffiare gli occhi / da questa mutevole città / passeggiando stanotte / per strade vorticose. / Quando tra i muri / si fa silenzio in un momento / e quiete brillano le luminarie sui negozi / mi fermo invano a sentire la tua voce / che non esiste più. / La luna è una donna sola / e mi piglio la festa di seguirla / perché la sua casa è lontana.




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24 dicembre 2004

Perché ti struggi d'amarezza?

 

 

 

 

 

 

 

"Come rugiada scenda dal cielo,

dall'alto venga chi renda giustizia.

Non adirarti Signore, non soffermarti

sulla nostra inettitudine.

Ecco io sono come una città desolata,

vuota è questa mia vita;

come abbandonato io mi sento,

questa creatura

fatta per un destino di gioia perfetta e di amore,

sì che ogni genio ne ha tratto motivo di lode a te.
Abbiamo ceduto al male, ci siamo complicati,

siamo crollati come foglie d'autunno.

Le nostre visioni ci hanno trascinato via come vento vorticoso,

ci hai inariditi abbandonandoci alle nostre miserie.

Guarda, o Signore, l'angoscia del tuo popolo,

manda colui che ci fai così aspettare.

Mandaci quell'essere dolce e forte come dominatore,

dalla bruma dell'orizzonte fallo comparire

agli occhi ansiosi di questo mio e tuo essere,

perché ci liberi lui dalla prigionia.

(Tu, o Signore, mi dici): confortati, confortati, o mio popolo,

improvvisa verrà la tua salvezza.

Perché ti struggi d'amarezza, per il dolore che ti penetra?

Ti porterò io a salvezza, non temere;

sono infatti il tuo Signore, il tuo Creatore, l'Ideale tuo, il tuo Redentore”.

 

(Traduzione del Canto gregoriano “Rorate Coeli desuper”)

 

                           

 

 

 

 

 

 




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2 ottobre 2004

Il baule

Percorro da sempre

questa landa infuocata

al tenue filo d’una speranza:

un giorno o l’altro

al limitar di questo grigio

e triste deserto chissà che vi sia

una meta non vaga,

qualcosa in più dell’utopia.

 

E strisciando avanzo bocconi

legato al baule pesantissimo

dei miei ricordi, i miei averi,

la mia storia, i miei pensieri.

Faticoso, noioso, tetro

è il mio baule,

trascinarlo aggrappato

nella sabbia assolata,

inebetito nell’oppio del sicuro.

 

Quando corro in avanti

a mirare l’orizzonte,

impaurito volgo indietro lo sguardo

alle mie cose certe e me le conto,

finché non torno di nuovo

a tirare l’odioso fardello.

Ma solo a rischio, lo so,

di perdere il presente,

di alleggerire il baule,

di perderlo di vista,

potrei contare di afferrare di nuovo,

sognando a cielo aperto,

mondi nuovi e migliori.

 

Non ditelo a nessuno

che son pigro, un po’ vile

e mi prende la paura.




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30 settembre 2004

Funerale

Solitario il feretro

al camposanto sale

dopo il commiato dei parenti

smarriti nel piazzale affollato

alla ricerca d’uno spazio.

 

Si spostano soltanto quelli che sanno

di potersi accalcare per primi

sulle loro mani fredde

e toccarle in rassegna

senza scaldarle

muovendo labbra irrigidite

che emettono impercettibili suoni

in una smorfia di cordoglio.

 

Le mani nei cappotti impellicciati,

c’è chi spinge con anonimi tocchi

di gomito o di petto;

e senti alle narici

l’acre odore delle ascelle.

 

Provi a guardarli un per volta

e li spogli con lo sguardo:

scheletri panciuti freddi e bianchi,

seni rinsecchiti o che piovono sfatti sulle pance

e mani che, prima sicure nei cappotti,

ora penzoloni cadono per terra

per non toccare i corpi dei vicini.

 

Scrutano esterrefatti le loro nudità.

 

Si salveranno soltanto

le donne nascoste nelle trecce

e gli uomini col viso coperto di barba:

son quelli che per primi raggiungeranno

le mani dei parenti addolorati,

le toccheranno in rassegna

senza scaldarle,

muoveranno labbra irrigidite

che emettono impercettibili suoni

in una smorfia di cordoglio

e si allontaneranno felici

alla spicciolata

senza voltarsi indietro.

 




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29 settembre 2004

Voglia di malva

Non mi va di dar retta

a pensieri pesanti

e mi allontano

dalle letture grigie:

dolce avanza

una musica fioca

di clarini

e di viole

e mi godo il languore

dell’innamorato

e il battito del cuore

accelerato e caldo

e ti desidero

come nei rigori dell’inverno

ti vien voglia di malva.




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15 marzo 2004

La notte della trebbiatura

Resterò inciso su questa pietra di pistacchio

a gioire la notte che passo contento

bevendo barili di vino intriso nell’abbacchio.

Non si scolora il vuoto che mi hai fatto

come questa campana di fuoco

che incendia inesorabile il bosco

nella notte che mi hai detto: “Non ti conosco”.

Lo senti il latrato del cane che non prende sonno?

E’ l’unico compagno stanotte

insieme al passo lento del cantastorie

che viene a zufolare la canzone dei primordi

suonando ogni tanto il flauto dei ricordi.

La senti la tromba del mattino

che saluta la natura ridente

ed irride alla mia disperazione

che non si scioglie nemmeno al crepuscolo?

Ma io non voglio spegnermi come questo lampione

che irradia un lume minuscolo.

Voglio solo campare un altro tiro di mozzicone

e crepare col sorriso in volto come queste farfalle

che si illudono di cantarmi la buona notte.

Non bussarmi alla porta e vattene in punta di piedi

come si fa al capezzale del morto

per non disturbargli la quiete del sonno.

Voglio solo morire scannato

come alla festa del maiale questo povero disgraziato

che passa ignaro per il festeggiato.

Voglio essere il figlio di nessuno

che non si accontenta delle torce ardenti

ma vuole al corteo funebre

tutte le figlie di mamma che hanno amore,

vuole sentire il loro lamento

per riempirsi beato il vuoto del cuore.

Ed io ti sognerò come ti avevo ideata,

mia bella paffutella che mi tormenti,

ti sognerò mentre mi ami

anche se so che non acconsenti.

La vedi la festa patronale che si riempie?

la pace dell’idillio degli uccelli?

Io sono qui a consumarmi l’arsura

la notte della trebbiatura.




permalink | inviato da il 15/3/2004 alle 1:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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